Managing design / designing management

00 – Le piccole cose

Una mano afferra delle ciotole in miniatura, di un verde vivido, che sembrano delicate.
Photo by Gabriella Clare Marino on Unsplash

Chi non ha cura di gestire le piccole cose, non dovrebbe occuparsi di quelle grandi.

Nelle organizzazioni, le cose grandi attirano sempre l’attenzione. L’hype. Tutti si sintonizzano, aggiornano il proprio vocabolario, ridirezionano lo sguardo e le attività verso la “nuova cosa grande”. È facile godere del calore del riflettore puntato sul palcoscenico della prima serata.

Meno facile è invece performare, su quel palco. Usare quell’attenzione per costruire qualcosa di buono, il prodotto, il servizio, il documento, l’artefatto. Ancora più difficile è non farsi distrarre dai frastuoni e continuare ad attendere alle cose piccole. Lontano da chi guarda, continuare a fare quei piccoli gesti che, nel tempo, costruiscono le vere cose grandi.

Scegliere le parole di una mail. Avere cura di aprire ogni videoconferenza con un minimo di dialogo umano. Il buongiorno la mattina. Ricordarsi chi è specialista di cosa, e lasciare spazio ai suoi suggerimenti sul tema. Anche se più inesperto nel complesso. Chiedere come stai e ascoltare la risposta, davvero. Anche quando ci sono altre cose più urgenti. Più importanti. Più grandi.

Perciò, ho imparato a mie spese che è meglio dare fiducia a chi ha un pedigree meno blasonato, ma sa curare le piccole cose. Di più, ho dovuto imparare a diffidare di chi non sa farlo, e di me stesso, quando non sono in grado di farlo.

Non si corre infatti una maratona sotto le 3h dopo una settimana di sforzo intensivo – cosa grande – ma dopo anni passati a correre qualche metro in più o qualche secondo più veloce – tante piccole cose. Con costanza. Non si gestisce un consiglio di amministrazione senza aver gestito migliaia di incontri bi e trilaterali. Non si progetta un buon servizio digitale in produzione senza averne progettato migliaia di componenti di interfaccia. È improbabile che ci si innamori di un partner per un solo grande gesto plateale (Hollywood, please…), mentre è più facile che succeda perché quella persona ti ha dato il buongiorno con il suo miglior sorriso prima di fare qualsiasi altra cosa, ogni giorno tutti i giorni per un tempo sufficiente lungo. A dispetto delle giornate storte.

La cura delle piccole cose è l’allenamento di base per fare cose grandi, su cui ci si appoggia per costruire il “di più“. Chi si giustifica dall’incuria delle piccole cose con frasi come  “non ho tempo, ora ho cose più grandi, importanti” non conosce come funzionano i fondamentali di qualsiasi disciplina. E non gli si dovrebbe consentire di attendere alle cose grandi.

Disponibile anche in inglese a questo link

(Luca 16:10)

 Chi è fedele nelle cose minime è fedele anche nelle grandi, e chi è ingiusto nelle cose minime è ingiusto anche nelle grandi.